Onorevoli Colleghi! - Il calcio è lo sport più seguito e amato dagli italiani ed è entrato ormai a fare parte della cultura popolare del nostro Paese. Una passione che accomuna diverse generazioni e che è oggetto di dibattito quotidiano, dalle grandi città ai piccoli paesi di provincia, dalle strade principali alle vie in periferia. Ogni domenica milioni di persone, grazie alla moderna programmazione televisiva, sono incollate davanti ai televisori o sono presenti sugli spalti degli stadi per seguire la squadra del cuore. Gli indici di ascolto poi si impennano quando scende in campo la nazionale italiana, impegnata nelle competizioni che la vedono protagonista nei campionati europei e mondiali.
Purtroppo, però, a questa grande passione non sempre corrisponde altrettanto slancio da parte dei protagonisti del mondo del calcio che rischiano, con i loro comportamenti, di fare morire quella dedizione che accomuna i milioni di italiani che li seguono.
Cosa si cela dietro le immagini che vediamo ogni domenica pomeriggio? La risposta non è certo incoraggiante. Da anni il calcio è corrotto, «dopato», violento e fallimentare. Del resto è da molto tempo che questo settore dà segnali di malessere, segnali che non sono mai stati presi in considerazione seriamente. Ad esempio, negli ultimi anni è stata sottovalutata la progressiva trasformazione che ha fatto assumere a questo sport un ruolo sociale ed economico e che lo ha fatto diventare uno dei settori di attività più vivaci dell'economia.
Ciò è avvenuto soprattutto con l'introduzione delle pay-tv che, da un lato, hanno sancito l'evoluzione del calcio come prodotto televisivo e, dall'altro, hanno
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permesso alle società di calcio di moltiplicare i propri ricavi (che per oltre il 50 per cento sono rappresentati, appunto, dai diritti televisivi). Un altro caso riguarda la quotazione in borsa delle società sportive. La riforma del 1996 ha dato la possibilità alle società di calcio di perseguire, ai sensi dell'articolo 2247 del codice civile, lo scopo di lucro e ha innescato un meccanismo senza precedenti. L'approdo in borsa avrebbe dovuto portare queste società a un maggiore rigore contabile e amministrativo, nonché a una maggiore trasparenza nei rapporti sia con gli azionisti sia con gli organi preposti ai controlli (società di revisione contabile, Commissione nazionale per le società e la borsa - CONSOB e Commissione di vigilanza dei bilanci delle società calcistiche - COVISOC). Nonostante le prescrizioni presenti tanto nel codice civile quanto nelle norme organizzative interne generali della Federazione italiana giuoco calcio, i dirigenti delle società di calcio italiane - quotate in borsa o meno - hanno continuato la loro gestione «disinvolta». Le tristi e travagliate vicende vissute lo scorso anno da alcune società di calcio, a quanto pare, non hanno insegnato nulla perché altri episodi, recentemente accaduti, hanno colpito la legalità di questo sport, aggravando una situazione già di per sé insostenibile.
Qualche settimana fa, infatti, sono state divulgate alcune intercettazioni telefoniche che hanno investito personaggi di spicco del calcio italiano e del settore arbitrale. Sono scattate immediatamente le indagini da parte di diverse procure della Repubblica su presunti fenomeni di pressione e di corruzione da parte dei dirigenti di alcune società di calcio nei confronti di arbitri e di altri esponenti del mondo del calcio. Infine, si indaga nuovamente sul calcio scommesse che, già più di vent'anni fa, aveva lasciato un segno indelebile nel calcio italiano.
Per tutti questi motivi si rende necessaria l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta che provveda a individuare scrupolosamente tutti i fatti accaduti in questi ultimi anni, ad analizzare dettagliatamente eventuali comportamenti illeciti di dirigenti, arbitri, giocatori e altri esponenti del mondo del calcio e a verificare se tali comportamenti possano avere condizionato, in qualche modo, l'andamento dei campionati di calcio negli ultimi anni. Inoltre, la Commissione avrà il compito di esaminare l'operato dei vertici di tutti gli organismi che dettano le regole del calcio, che ne disciplinano il funzionamento e che eseguono i controlli sui bilanci sulle società di calcio. Infine dovrà analizzare i rapporti tra le società di calcio e i procuratori sportivi in merito a prestiti e cessioni di giocatori e fare chiarezza sulla regolarità delle iscrizioni ai campionati di serie A e di serie B.
Il vecchio buon calcio di una volta è un obiettivo ancora possibile tramite lo sforzo di tutti; farlo fallire ora significherebbe acuire ancora di più le tensioni già esistenti e far divenire un progetto ancora realizzabile solo una pura utopia.
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